No easy day in Zombieland…

Sobborghi di Atlanta, zday +14. Il tenente dei ranger Victor Locks guardava il Black Hawk che si alzava in volo, ma non era come le altre volte. Niente sarebbe più stato come le altre volte…

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Erano soli ora, nel mezzo della fottuta zombiland, alla ricerca di tre scienzati e dei loro computer. Roba importante hanno detto i capi, roba fondamentale per vincere la guerra contro i morti… Avevano lasciato il CDC (Centre for Desease Control) di Atlanta prima che cadesse in mano ad orde di morti viventi, ma non avevano fatto molta strada. Ora toccava a lui e ai suoi uomini trovarli e metterli al sicuro, una missione di salvataggio in piena regola nel mezzo di zombieland. Il rumore dell’elicottero andava spegnendosi lentamente, quando i ranger raggiunsero le prime case.

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Altri occhi in quello stesso momento scrutavano i sobborghi desolati dove si aggiravano barcollando diversi zulu (così chiamavamo i morti viventi).

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In un boschetto a sud un team di contractors della CIA guidati dall’agente Stephen Venice si preparava ad entrare in azione: era stato in ogni parte del mondo con quegli uomini, con loro aveva combattuto e ucciso senza fare domande e senza esitazioni. Ma ora era nervoso, quelle cose ti mettevano la tremarella, ma la missione era chiara: portare in salvo gli scienziati e impadronirsi di tutta la documentazione. I Ranger fiduciosi nella loro potenza di fuoco provano ad avanzare senza cercare troppa protezione, ma attirano subito l’attenzione di diversi zulu  che avanzano bramosi di carne fresca. Il fuoco automatico falcia i morti viventi ma da tutte le parti del paesetto si innalzano i lamenti di altri morti viventi che convergono verso la squadra di Locks.

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I contactors approfittando del momento cominciano ad esplorare gli edifici in cerca degli scienziati. I nervi sono a fior di pelle, basta un nulla, un rumore di troppo e si ritroveranno nei guai. Irrompono in un edificio invaso dagli zulu e si aprono la strada con le armi automatiche a brevissima distanza… il fetore dei morti colpisce come un cazzotto.

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Dal piano superiore arrivano delle richieste di aiuto: gli scienziati sono stati trovati. L’agente Venice sa che da questo momento ci sarà da correre e sparare; attorno a loro si odono dovunque i lugubri lamenti dei non morti…

Mentre la squadra dei ranger continua ad attirare su di sé torme di zombie che si avvicinano sempre di più, gli agenti della CIA escono allo scoperto proteggendo i tre civili. Fanno però solo pochi passi e si trovano accerchiati: gli zombie escono da un boschetto vicino attirati dal rumore delle armi automatiche, il desiderio di carne fresca sembra eccitarli e si muovono velocemente verso gli uomini di Venice.

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Ancora una volta l’addestramento e l’esperienza hanno la meglio. Ma gli zombie sono dappertutto…

I Ranger nel frattempo capiscono che è il momento di disimpegnarsi e dopo un’ultima raffica si dirigono di corsa fuori dalla vista dell’orda di non morti che li insegue. Venice capisce che non può rimanere fermo e fare affidamento sulla potenza di fuoco, gli zombie avanzano da ogni parte. L’unica speranza è muoversi in velocità oltre una alta siepe dovoe i non morti non potranno raggiungerli. I suoi uomini sono addestrati e saltano facilmente la siepe, aiutano i civili, mentre le urla rabbiose dei non morti si fanno sempre più vicine. Uno dei medici però proprio non ce la fa, rimane paralizzato al di qua della siepe e Venice maledicendo la propria sorte sa che tocca a lui proteggerlo. Non può lasciarlo lì.

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Prende la mira e con calma comincia ad abbattere uno zombie dopo l’altro. Anche i suoi uomini sparano per tentare di fermare l’assalto, ma gli zombie presagiscono un pasto di carne viva e la loro rabbia esplode in gutturali richiami che gelano il sangue anche nei più coraggiosi.

Con un ultimo balzo gli zombi si gettano addosso a Venice e al professore, ma Venice è un osso duro e riesce a respingere il primo assalto. Ormai tuttavia sono circondati e le munizioni cominciano a scarseggiare.

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Gli zombie tornano all’assalto. Il professore ritrovato un po’ di spirito riesce a buttarsi al di là della siepe, mentre l’agente Venice gli copre le spalle. Poi anche Venice prova a sganciarsi, ma troppe mani lo afferranno da ogni parte; sente i morsi letali che gli trafiggono la carne; sa bene che per lui è finita. Tuttavia ha ancora la forza di prendere una bomba a mano e di farsi esplodere… I sopravvissuti si gettano sul suo corpo e si godono il loro banchetto, ma Venice non è più lì…

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I ranger nel frattempo stabiliscono un perimetro attorno all’area di estrazione, Lock dispone i suoi uomini con accortezza, non vuole sorprese.

Finalmente Locks vede gli agenti della CIA che si avvicinano a passo veloce; ormai è fatta… il rumore dei benedetti Black Hawk che stanno venendo a prenderli non è mai stato così dolce…

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