Nello stretto di Malacca…

E’ l’anno del Signore 1692, Don Afonso De Abuquerque ha fondato da qualche mese una nuova base commerciale negli Stretti di Malacca partendo da Macao.  La nuova missione ospita un gruppo di avventurieri, assoldati per la sua difesa, ed alcuni impiegati che si occupano della parte commerciale.

Gli affari procedono bene, l’impresa e’ in attivo e si prevede una rapida crescita della popolazione europea.

Alle prime luci dell’alba del giorno di Santa Ingrazia, 3 novembre 1692, una sentinella da l’allarme. Due giunche cinesi sono a riva, piene di uomini armati.

Il Mandarino di questa regione infatti già da qualche mese riceve notizie di pirati che infestano gli stretti. Ci sono grandi navi di uomini bianchi che con la scusa del commercio cominciano ad occupare approdi nel cuore del Celeste Impero.

La scena iniziale di questo scontro armato vede le giunche approdare sulle spiagge, nei pressi dell’insenatura dove Don Alfonso ha fondato la sua missione.

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La prima opera in muratura ordinata da Don Alfonso è una ridotta. Ospita un cannone leggero che è stato lasciato dalla nave da guerra che ha portato lui ed i suoi uomini e domina gli approdi.

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Nella realtà Don Alfonso era stato avvertito da un cinese reietto e doppiogiochista e, credendo che l’attacco sarebbe arrivato da terra, proprio ieri sera ha fatto spostare il pezzo nel villaggio.

I difensori della ridotta sentono le urla dei marinai cinesi che, sotto gli ordini diretti di un ufficiale di alto rango, si dirigono verso di loro.

I cinesi cercano di scalare la ridotta lanciando rampini ed un gigante riesce con un colpo di reni a raggiungere il livello degli spalti.

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Menando fendenti con la sua enorme spada, purtroppo per lui e per fortuna dei portoghesi, il gigante si sbilancia e ricade di sotto, nelle braccia dei suoi compagni.

L’assalto prosegue con una secondo lancio di rampini, preceduto da una scarica di archibugi cinesi. Anche i difensori usano le loro armi da fuoco e riescono a colpire un paio di marinai.

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Il gigante risale sugli spalti e guida altri temerari all’assalto. Tra i difensori ci sono i primi caduti, feriti dalle armi bianche o dagli archibugi dei tiratori che cominciano ad accerchiare la ridotta.

La voce possente dell’ufficiale cinese crea il panico tra i portoghesi, che ridotti di numero fuggono dalla ridotta verso il villaggio. I difensori del villaggio intanto si preparano alla difesa e si attestano sui muri perimetrali del villaggio, costruiti anch’essi da mastri muratori giunti da poco dalla madrepatria, da Coimbra per l’esattezza.

Il villaggio è difeso da tutti i lati da uomini armati con moschetti, pistole e spade da arrembaggio.

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Il comandante cinese, incoraggiato dalla facile presa della ridotta ordina l’assalto, ma i portoghesi sono ben preparati. Tuona il cannone !!! Ma il colpo di mitraglia è stato mirato sopra le teste dei cinesi, solo un marinaio rimane ferito leggermente alla testa.

La fase finale dello scontro vede una carica dei cinesi verso il muro di difesa ovest.

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Tutto si risolve in pochi minuti. Don Pedro in prima linea ferma il primo assalto, ma è costretto a lasciare il comando al suo ufficiale fidato, Francisco De Genoa.

Qualche cinese armato di un congegni usati di solito per l’assalto alle navi, vasi puzzolenti che per qualche secondo riescono a fare confondere anche i veterani dei sette mari, riesce a spezzare la linea di difesa portoghese e permettere ai suoi compagni armati di lance e spade di avere la meglio su qualche difensore.

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Francisco però, con grande abilità, sposta gli uomini da un punto all’altro dello scontro e riesce ad avere la superiorità numerica nei punti più importanti della difesa.

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In pochi minuti la maggior parte dei cinesi cade a terra colpito mentre la parte restante si raduna intorno all’ufficiale e si ritira verso il mare, fuggendo su una sola giunca, la seconda rimane abbandonata nei pressi della ridotta.

Una bella vittoria per i portoghesi, che nonostante abbiamo subito all’inizio la perdita della ridotta, per un soffio non sono caduti nel panico e sono riusciti a ributtare a mare i legittimi proprietari di queste terre!!

Gioco in 28mm, regolamento “On the Seven Seas” dedicato al periodo d’oro dei Bucanieri e Pirati. Il gioco, nella versione 1.4 delle modifiche ARSM,  funziona bene per la parte dei movimenti e dei combattimenti, mentre la parte relativa alla gestione della paura e della cupidigia delle due fazioni sembra funzionare solo se si gioca su un tavolo piccolo, dove le due fazioni sono raccolte su una piccola area di gioco.

I suggerimenti che pensiamo di inserire nelle regole comprenderanno:

  • il movimento alla massima velocità possibile, senza lancio di dado, quando le truppe si trovano lontano dal nemico, a più di 24 pollici.
  • le azioni dei comandanti sulle proprie truppe e su quelle nemiche, che possono modificare i punteggi di paura e cupidigia in ogni mossa, si possono fare solo se le due fazioni non sono state in combattimento corpo a corpo nella mossa precedente e se i comandanti sono entro 24 pollici dalle proprie truppe e da quelle nemiche.
Il suggerimento di avere un valore separato di paura ed eventualmente cupidigia per ogni gruppo di uomini, separati da almeno 24 pollici ha bisogno di più riflessioni, perché può portare facilmente a complicare e sbilanciare il gioco. Serve forse un valore di paura e cupidigia dipendenti dal numero iniziale di figure in ciascun gruppo.

Le truppe in gioco

Portoghesi

Don Alfonso, comandante (Disciplinarian),  leader sciabola e pistola
due ufficiali sciabola e pistola
5 moschetti
8 armi bianche
1 trombone
1 armi bianche
un cannone leggero e due serventi
I portoghesi portano tutti la corazza.

Cinesi

Due giunche contenenti una ventina di cinesi.
Leader (Terrifying), corazza e spada
Due ufficiali corazza e spada
sei uomini armati di archibugio
sei uomini armati di spadone, due di questi sono Senzapaura, due sono Giganti.
dieci uomini armati di lancia lunga
Quattro uomini sono armati di vasi puzzolenti 🙂
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